2020 Aprile - Aimc Basilicata

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2020 Aprile

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Di che cosa parliamo quando parliamo di libri

Il 23 aprile si è celebrata la 25esima Giornata Mondiale del Libro, ormai un appuntamento fisso, patrocinato dall’Unesco, che vuole incoraggiare tutti a scoprire il piacere della lettura. Quest'anno, a causa dell'emergenza coronavirus, niente flash-mob, incontri, iniziative di ogni genere con il coinvolgimento di migliaia di biblioteche, autori e lettori, ma solo celebrazioni virtuali, non per questo meno significative.
Ha aderito anche il Ministero dell’Istruzione, con una maratona letteraria in streaming: ‘Scrittore chiama scrittore’, un racconto social interattivo nel quale artisti, scrittrici e scrittori hanno condiviso i loro autori preferiti con gli studenti e invitato loro a fare lo stesso. Da Rodari a Primo Levi passando per Saba, per un giorno i canali Instagram e Facebook del Ministero dell’Istruzione si sono trasformati così in un circolo letterario 2.0.
“I libri sono ali che aiutano a volare…” diceva una canzone dello Zecchino d’oro di qualche anno fa. Sono emozioni, sono incontri entusiasmanti con mille personaggi, sono mattoni per costruire storie… perché come sostiene Joseph Conrad “Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra metà si deve occupare il lettore…
Poteva essere una delle tante giornate celebrative alla quale non prestare particolare attenzione, se non fosse che ha riportato sotto i riflettori un quadro inquietante: secondo l’ultimo rilevamento dell’Istat 6 italiani su 10 non leggono nemmeno un libro all’anno. In Europa l’Italia si conferma agli ultimi posti, esattamente quintultima. Uno degli effetti collaterali è l’aumento costante degli analfabeti funzionali, persone in grado sì di leggere e scrivere, ma non di analizzare un testo e comprenderne le informazioni basilari. Nel nostro Paese costituiscono il 28% della popolazione. Sono dati estremamente negativi, da convertire nei tempi più immediati possibili, e la scuola ha, deve avere, un ruolo di primo piano.
“Con la lettura ci si abitua a guardare il mondo con cento occhi, anziché con due soli, e a sentire nella propria testa cento pensieri diversi, anziché uno solo. Si diventa consapevoli di se stessi e degli altri,” (Sebastiano Vassalli). Non è poco, anche in termini di quella consapevolezza sociale, democratica e politica di cui oggi più che mai c’è grande bisogno.





Ascolta Il Topo con gli occhiali

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Insegnanti e studenti nel cuore del Papa

Stamane, 24 aprile, il Papa nell’introduzione alla quotidiana Messa a Santa Marta, ha pregato per insegnanti e studenti che in questo momento devono vivere la scuola con la nuova modalità della didattica a distanza.
Papa Francesco ha consapevolezza che “gli insegnanti devono lavorare tanto per fare lezione via internet ed altre vie mediatiche” e che una prova non semplice attende anche gli studenti “che devono fare gli esami in un modo nel quale non sono abituati”.
La vicinanza e l’attenzione della Chiesa agli educatori e ai giovani passa anche attraverso la preghiera.
Grazie, Santo Padre. Gli aderenti all’AIMC, da parte loro, non si dimenticheranno di pregare per lei.
 

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Essere e fare scuola con la didattica a distanza
secondo incontro

Dopo il grande successo riscosso dal primo webinar (vedi comunicazione della segreteria nazionale), l’attività prosegue con un secondo appuntamento
 

Webinar
mercoledi 22 aprile 2020 ore 17

nel corso del quale saranno presi in considerazione i seguenti punti:
- Didattica a distanza e relazione educativa
- Didattica a distanza e alunni BES
- Organizzare una lezione con Didattica a distanza

L'evento è gratuito e aperto a tutti
Per iscriversi è necessario compilare il modulo che trovate cliccando il seguente link:

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Un supporto, anzi due, per essere vicini da distante

In questo momento caratterizzato dall’emergenza Covid19, l’AIMC nazionale offre ai soci e ai loro familiari un servizio gratuito di supporto psicologico ed uno di prima consulenza a distanza in campo legale.
Due iniziative che l’Associazione ha attivato, accanto ad altre come i webinar sulla Didattica a Distanza, per essere concretamente vicino ai soci in queste non semplici circostanze.
Clicca qui per le modalità di accesso al supporto psicologico
Leggi qui le condizioni per accedere alla consulenza legale.

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Cara scuola, ti scrivo…

La scuola, con le sue luci e le sue ombre, ha fatto e fa parte della vita di innumerevoli persone. Direttamente alunni, docenti, dirigenti, genitori, personale scolastico. Indirettamente anche associazioni professionali, organizzazioni sindacali, politici, amministratori, studiosi ed esperti in vari settori.
Nel tempo molti sono stati i messaggi indirizzati alla scuola o a suoi “abitanti”. Non ci si può esimere dal citarne due ormai storici: la Lettera a una professoressa della Scuola di Barbiana e la Lettera a un insegnante di Vittorino Andreoli. Non si contano poi romanzi o racconti legati all’esperienza vissuta a scuola dagli autori, Diario di scuola di Pennac per citarne uno solo.
Tantissimi negli ultimi tempi gli interventi sulle rubriche dei maggiori quotidiani e settimanali, i post e i messaggi informali che si scambiano sui vari social. Scritti brevi come vuole Twitter o lunghi quanto lo consentono WhatsApp o altri strumenti. Da quelli degli ultimi due mesi, soprattutto di studenti e insegnanti, emergono emozioni e sentimenti forti: paura, ansia, incertezza, ma anche rimpianto del trovarsi fianco a fianco, occhi negli occhi e non solo in un’aula virtuale; voglia e bisogno di una comunicazione non mediata da piattaforme, registri elettronici o quanto altro; scoperta o riscoperta di aspetti della vita a scuola forse prima dell’isolamento indotto dal Covid-19 non considerati o visti in luce negativa…
La lettera che ha scritto Giacomo, studente di liceo a Trento, è un esempio più eloquente di tante parole.
Forse anche noi insegnanti e dirigenti scolastici di Basilicata abbiamo qualcosa da dire alla scuola, ai colleghi, ai nostri alunni… Sicuramente anche i nostri alunni hanno qualcosa che urge loro dentro da dire a noi insegnanti, ai compagni, alla scuola…
Perché non raccogliere questi pensieri? Non solo documenteranno come si vive la scuola della Didattica a Distanza al tempo del coronavirus, fissando emozioni e sentimenti prima che sbiadiscano nella ritrovata “normalità” dei prossimi mesi, ma potrebbero anche fornire spunti, suggerimenti, riflessioni per impostare la scuola della ripresa in modo diverso, più vicino alle aspettative dei suoi protagonisti.

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Essere e fare scuola con la didattica a distanza

L’AIMC da sempre è a fianco dei professionisti di scuola per sostenerli nell’esercizio di una magisterialità alta nell’ispirazione e negli ideali e adeguata al variare delle situazioni nelle modalità e negli strumenti.
La situazione attuale invita a trovare modi nuovi di fare rete e confrontarci sulle questioni che riguardano la nostra professione. L’Associazione risponde organizzando una serie di iniziative di formazione a distanza.
Primo appuntamento un
Webinar
mercoledi 8 aprile 2020 ore 17

nel corso del quale saranno presi in considerazione i seguenti punti:
- Relazione, stress e apprendimento
- Riprogettare, progettando la didattica a distanza
- Quali elementi salvaguardare nella valutazione?

Per iscriversi è necessario compilare il modulo che trovate cliccando il seguente link:
La piattaforma consente un numero limitato di partecipanti, in caso di iscrizioni eccedenti l'evento sarà riproposto.

 
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