2019 Ottobre - Aimc Basilicata

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2019 Ottobre

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Commissione contro l’odio.
Non perdiamo anche noi un’occasione

Non ha ottenuto l’unanimità la mozione per istituire una Commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre. L’aula del Senato il 30
ottobre l’ha approvata con 151 voti favorevoli, nessun voto contrario e 98 astensioni.
Un’aula che dovrebbe essere capace di mettere valori fondamentali al di sopra del tornaconto personale o di parte. Su questo contava la senatrice Segre. “Speravo che sull’odio in generale il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale”, ha commentato amareggiata.
Un’occasione persa. L’approvazione della mozione con voto unanime sarebbe stato un segnale forte e simbolico, la stigmatizzazione compatta di parole e azioni degli istigatori d’odio che mettono a rischio la tenuta sociale di un Paese.
Uguaglianza e rispetto sono valori basilari della nostra Repubblica. Non avallare questi principi è rischioso. Lo hanno detto con parole diverse, ma esprimendo una medesima preoccupazione, il cardinale Parolin e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La lotta per opporsi a razzismo e antisemitismo, incompatibili con i valori di cui la Costituzione è portatrice e con la cultura civile che l’ha prodotta è difficile. “Ciò che però va fatto, è denunciare la connivenza oggettivamente offerta a quelle ignobili manifestazioni da parte di chi obliquamente prende le distanze da un segno politico forte come quello rappresentato dalla proposta di istituzione della Commissione parlamentare". Parole forti, queste di Zagrebelsky su La Stampa del 28 ottobre 2019, ma l’apatia morale di chi si volta dall'altra parte o cerca comunque scuse per non compromettersi è più colpevole della violenza stessa.
Non perdiamo anche noi scuola, anche noi insegnanti un’occasione, quella di fare di questa vicenda l’aggancio per una bella “lezione” di educazione alla cittadinanza, ricordando che non è questione di dedicare un’ora o due alla Costituzione e all’educazione civica, ma di creare un clima dove si respirino nella quotidianità rispetto, collaborazione, condanna nei fatti di ogni forma di prevaricazione, magari a cominciare da episodi di bullismo troppo spesso minimizzati.

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Selfie estremi
Un grido d’aiuto

Sono in quattro, ognuno su un binario. Sono ragazzini, minorenni. Le immagini della Polfer li hanno ripresi a Bologna. Erano pronti a sfidare la sorte, a fare un selfie saltando via dai binari un istante prima dell’arrivo del treno. Il macchinista di un Frecciargento in arrivo è riuscito a bloccare il convoglio e a fermare uno dei ragazzi, che ha meno di 14 anni e quindi non è imputabile: dopo una severa ammonizione sulla pericolosità del gesto è stato riaffidato ai genitori. Qualche giorno prima, in un’altra zona dello snodo bolognese, otto ragazzi aveva fatto la stessa cosa. Sono gli ultimi casi di una lunga serie che vede giovanissimi cimentarsi in imprese impossibili a volte, purtroppo, con esiti mortali: salti da un tetto all’altro di grattacieli, sfide all’autosoffocamento, attesa delle auto sdraiati sull’asfalto per spostarsi all’ultimo istante; gesti estremi da immortalare in un selfie da mettere in rete per renderli pubblici e visibili a tutti.
Rischiare la vita per un semplice autoscatto col cellulare. Che cosa spinge a comportamenti così estremi?
 
Maria Beatrice Toro, docente di psicologia di comunità presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium, ha provato a rispondere.( Leggi l’intervista pubblicata in Agensir 29 ottobre 2019)
Il tema non è più fare la bravata, ma mostrarla. Quando un ragazzo di questa età non dà valore alla sua vita e la rischia per una bravata da mettere in rete c’è un grave problema: non ha capito quanto è importante. Cambiano modalità e scenari, ma il problema è sotto i nostri occhi da tempo, anche se non abbiamo saputo o voluto coglierne i segni.
A 14-15 anni, quando la vita è in gran parte ancora da scoprire, ci si può sentire già falliti, una nullità destinata a restare sempre nullità, salvo il gesto eclatante che porta sotto i riflettori per un tempo più o meno breve? E come intervenire?
“Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile”. E’ la risposta di una studentessa quindicenne al suo professore … (continua a leggere)

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Niente odio per chi odia
La lezione del numero 75190 agli educatori

“Io non perdono e non dimentico. Ma non odio. Mai. Per gli odiatori che mi insultano sui social provo lo stessa pena – ma ci sono voluti 45 anni – che ho provato per i ragazzi della Hitler-Jugend: ad Auschwitz mi sputavano e mi insultavano mentre la mattina insieme ad altre 700 donne scheletrite e senza capelli andavamo a piedi a lavorare in una fabbrica di munizioni”. Così Liliana Segre, 89 anni, una dei soli 25 piccoli italiani sopravvissuti alla deportazione ad Auschwitz, intervenendo il 28 ottobre a un seminario sul linguaggio dell’odio organizzato dall’università Iulm di Milano. Un linguaggio che lei conosce bene, per averlo provato letteralmente sulla sua pelle, dove è tatuato il numero 75190, e per provarlo ancora oggi, dato che dopo la nomina a senatrice a vita nel gennaio 2018 è oggetto di circa 200 insulti al giorno sui social. 
Tra questi – come AIMC lo diciamo con sdegno e vergogna – anche quello di uno che fa di mestiere il professore, ma proprio non ce la sentiamo di chiamare insegnante: “La senatrice a vita Segre sta bene in un simpatico termovalorizzatore” è uno dei post che compaiono (o comparivano) sulla pagina Facebook di Sebastiano Sartori, docente di Storia dell’Arte in un istituto alberghiero. Che cosa avrà mai da insegnare ai suoi alunni se non odio e violenza? (continua a leggere)

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Giornata mondiale dell’insegnante 2019
La scuola nelle aree interne

Per la decima edizione di Centopiazze, la tradizionale iniziativa promossa dall’AIMC in occasione della Giornata Mondiale dell’insegnante, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della CEI, il tema centrale proposto per tutte le iniziative è promuovere cittadinanza.
Nel nostro contesto viene declinato sulle problematiche che la scuola lucana vive in particolare nelle aree interne e sul lavoro prezioso e difficile dei suoi professionisti.
L’AIMC di Basilicata, insieme all’associazione culturale Presenza Etica, organizza il
Convegno-Dibattito
Diritto di scuola
tra spopolamento delle aree interne e garanzia del successo formativo
Noepoli, Sala del centro Sociale, 5 ottobre 2019 ore 17
 
Un’occasione offerta a professionisti di scuola, genitori, alunni, amministratori locali, organizzazioni sindacali, operatori sociali per confrontarsi sui vari aspetti della problematica e discuterne con l’assessore regionale al ramo, per assumere insieme impegni concreti e costruire un cammino per verificarne insieme l’attuazione e, se necessario, ricalibrare gli interventi.
Vi aspettiamo!
Scarica la locandina-invito

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 “Insegnare la religione con l’arte”

Corso di formazione IRC promosso dalla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sez.  San Luigi, Napoli (Scuola di Alta Formazione di ARTE E TEOLOGIA) e dalla Diocesi di Potenza, in collaborazione con la CEB (Conferenza Episcopale di Basilicata) e l'Istituto Teologico del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata. 

Vedi Locandina
 
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