2019 Maggio - Aimc Basilicata

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2019 Maggio

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Giornata della legalità 2019

Il 23 maggio 2019 è la Giornata della Legalità e in tutta Italia verranno organizzate manifestazioni ed eventi proprio per ricordare tutte le vittime innocenti di mafia. La data non è un caso: è l’anniversario, quest’anno il ventisettesimo, della Strage di Capaci quando venne ucciso Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tutti gli uomini e le donne che facevano parte della scorta del magistrato. L’iniziativa, denominata #PalermoChiamaItalia, come ogni anno raccoglie oltre settantamila studenti per ricordare la strage di Capaci, ma anche quella di Via D’Amelio dove perse la vita Paolo Borsellino il 9 luglio del 1992.
A Palermo arriveranno circa 1500 studenti a bordo della Nave della Legalità che salperà il 22 maggio da Civitavecchia per raggiungere il capoluogo siculo nella giornata di commemorazione.
Il Ministro Bussetti ha dichiarato: “A 27 anni di distanza, continuiamo a ricordare questi martiri del nostro Stato perché la loro testimonianza e il loro sacrificio non vadano perduti. Perché le nuove generazioni sappiano che l’Italia del 2019 è debitrice nei confronti di quegli uomini. E che ancora tanto rimane da fare: le nostre società hanno anticorpi per reagire al fenomeno mafioso, alla violenza, alla sopraffazione. Ma non ne sono immuni. Ed è per questo che dobbiamo investire sull’educazione dei nostri giovani: diffondere la cultura del rispetto e della legalità è fondamentale se vogliamo costruire una comunità giusta e in pace”.
L’AIMC di Basilicata auspica che in tutte le scuole lucane il 23 maggio sia un giorno non di passerelle rituali, ma di approfondimento del tema della giornata: la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata, che è entrata in vigore nel 2003, è stata ratificata da 189 stati, ma attende ancora piena attuazione.
Sulla lotta alla mafia, alla mentalità mafiosa, non è consentito alcun passo indietro.
 

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Fede ed educazione o sono liberatrici o non sono

L’AIMC di Basilicata aderisce al comunicato della Consulta delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Tursi-Lagonegro, di cui fa parte, condividendo l’indignazione contro ogni forma di strumentalizzazione della fede e dei suoi simboli, chiunque ne sia l’artefice.
La fede è liberante della dignità delle persone o non è fede e diventa una forma di violenza alla libertà di coscienza.
Proprio come l’educazione: se non è liberatrice da ogni forma di asservimento intellettuale e morale, se non diventa “pratica di libertà” come dice Paulo Freire, non è educazione, ma indottrinamento.

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Cosa può insegnarci la vicenda della prof. Dell’Aria

La storia è per sua natura una scienza che richiede di considerare tutti i fattori in campo in un dato momento, in relazione alle coordinate e ai contesti dell’epoca stessa nella loro specificità. Per ciò stesso Impedisce quella generalizzazione, comodo strumento dell’ideologia, che non fa i conti con la realtà.
La questione principale, dunque, non è la “giustezza” o meno del provvedimento disciplinare adottato frettolosamente da parte dell’ufficio scolastico provinciale di Palermo nei confronti della professoressa Rosa Maria Dell’Aria per il video realizzato dagli studenti quindicenni della II E dell’istituto tecnico industriale ‘Vittorio Emanuele III’ di Palermo in occasione del ‘giorno della memoria’ (27 gennaio), ma è una questione squisitamente educativa: quali criteri offro ai miei alunni per aiutarli considerare la realtà in tutti i suoi aspetti e non solo in quelli più immediati, ovvi, conclamati? Come li aiuto ad appassionarsi della ricerca della verità o alla costruzione di un’opinione “corretta”? Sono domande che tutti gli insegnati responsabili della disciplina storia, in qualsiasi ordine e grado di scuola, come sul dirsi, prima o poi si pongono.
Secondo Fulvio De Giorgi, docente di Pedagogia all’Università di Modena e Reggio Emilia, la vicenda della prof. Dell’Aria “ha fatto molto discutere, con commenti di tipo diverso, ma in pochi casi mettendo veramente in gioco le due questioni coinvolte: la storia e il suo insegnamento; la scuola, i suoi obiettivi e i suoi metodi. Immaginiamo che un insegnante dia ai suoi allievi un tema da svolgere: «Che cosa significa celebrare oggi la Giornata della Memoria?». E immaginiamo, ora, tre possibili risposte, cioè tre possibili libere, legittime opinioni sull’oggi… “ (continua a leggere)
In estrema sintesi, cosa ciascun insegnante può rispondere alla legittima domanda: c’è in me il desiderio di comunicare non convinzioni ma un metodo corretto e adeguato con cui essi stessi possano sviluppare un pensiero libero e critico?
Se per caso la risposta fosse negativa, allora ci sembreranno in gamba e intelligenti solo i ragazzi che ripetono quel che già noi pensiamo o quello che le mille pressioni del pensiero dominante ci inducono a credere. Con buona pace di Morin e della “testa ben fatta”.
 
Il sottosegretario all’istruzione Salvatore Giuliano si è espresso nel merito in modo netto: “Il provvedimento contro la professoressa Rosa Maria Dell’Aria è esagerato e lesivo della libertà e autonomia della docente e degli alunni della scuola di Palermo (…) mi prendo l’impegno di fare tutto il possibile per interrompere quanto prima questa assurda sospensione dall’insegnamento contro la professoressa a cui rinnovo tutta la mia vicinanza”. Ci auguriamo che non siano solo parole.
L’ex presidente del Senato Grasso il 17 maggio ha postato sul suo profilo facebook il video che è costato la sospensione alla prof. Dell’Aria accompagnandolo con queste parole: “Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni?

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Speciale responsabili associativi
Un appuntamento da non perdere

Siamo giunti all’appuntamento della Conferenza nazionale, organismo associativo che ha tra i suoi compiti fare sintesi delle problematiche nazionali e delle istanze territoriali, discutere indirizzi programmatici e prospettive di azione, formulare istanze e proposte che il Consiglio nazionale terrà presenti nell’esplicazione delle proprie funzioni. Il tema riprende quello della campagna adesioni 2019 come occasione di approfondimento.
Conferenza nazionale 2019
L’Aimc oltre le frontiere
Roma, 11-12 maggio
Centro nazionale AIMC – Clivo di Monte del Gallo, 48
La presidente regionale e le presidenti provinciali che parteciperanno come soggetti destinatari privilegiati, riporteranno gli esiti a tutta la rete associativa regionale, affinché le singole attività progettate e realizzate localmente risultino inserite nell’orizzonte nazionale.
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