2018 Giugno - Aimc Basilicata

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2018 Giugno

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Scuola, palestra di cittadinanza
Verso la Giornata mondiale dell’insegnante 2018

Per la giornata mondiale dell’insegnante 2018, che vede il tradizionale appuntamento associativo di “Cento piazze”, l’AIMC di Basilicata vuole dare la parola alle scuole attraverso la presentazione di esperienze di educazione alla legalità e alla cittadinanza realizzate nell’ultimo biennio dalle scuole di ogni ordine e grado.
Convinta che nello svolgersi della quotidianità tutte le “azioni” che le scuole ogni giorno e ordinariamente mettono in atto presentano elementi di eticità, di cui la legalità è una delle espressioni, l’Aimc di Basilicata invita i professionisti di scuola a rileggere quanto già accade utilizzando come “lenti” particolari gli indicatori di eticità, messi a punto in precedenti convegni e laboratori (es. Convegno nazionale “La scuola ben fatta. Indicatori di eticità per un curricolo di cittadinanza” tenutosi a Francavilla in Sinni il 9 ottobre 2013).
 
L'intento è di offrire un'opportunità di autovalutazione per lo sviluppo del sé professionale, un’occasione che dovrebbe contribuire a rimotivarsi. Il primo esito atteso è la coscientizzazione del gradiente di eticità presente nell’esperienza esposta, di cui non sempre gli attori del processo hanno piena consapevolezza. Il passo successivo è che quanto "guadagnato" rileggendo le esperienze proposte sia spendibile nell’ azione educativo-didattica, contribuendo a caratterizzare il clima, lo "stile" di una comunità professionale o di una scuola, nell’ottica della corresponsabilità nella costruzione del bene comune.
Trovate questo ed altro nell’allegato Convegno, perché e come partecipare.
Scarica qui la Scheda per la presentazione delle esperienze, da far pervenire entro fine luglio.
Per eventuali informazioni: am.bianchi@infinito.it
Appuntamento per il 6 ottobre 2018 a Policoro. In seguito saranno pubblicati programma della giornata e indicazioni logistiche.

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Giornata mondiale del rifugiato 2018
La scuola per una cultura di solidarietà

Nei giorni in cui i nostri porti sono chiusi mentre in mare muoiono centinaia di persone e forse anche i nostri cuori si chiudono nell’indifferenza, fa bene vedere come tante scuole sono impegnate, con modalità diverse e creative, per la Giornata mondiale del Rifugiato. Perché significa che gli educatori hanno scelto di non dimenticare mai che dietro ogni rifugiato c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni, ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto.
Una iniziativa fra tante ha visto protagonista un’intera piccola comunità lucana: San Fele. Non è una delle tante celebrazioni legate all’emotività del momento, perché dal 2015 San Fele accoglie minori non accompagnati che fuggono dalla guerra, dalla fame, passando attraverso l’orrore delle carceri in Libia prima ancora di affrontare la tragica traversata del Mediterraneo ed opera costantemente per offrire loro un’occasione per costruirsi un futuro. Ci sono papà e mamme che hanno deciso di fare da tutor a questi ragazzi; ci sono altri ragazzi della loro età con cui giocare, studiare, industriarsi in piccoli lavori del loro artigianato tradizionale.
Un possibile modello di integrazione vera, trasferibile in tante altre piccole comunità, resa possibile da qualcosa che sta alla base: l’educazione alla solidarietà, tanto più importante e necessaria in questi momenti in cui la parola stessa solidarietà rischia di essere cancellata dal nostro vocabolario e soppiantata da sicurezza, paura, interesse, chiusura.
Come ha ricordato Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il sud Europa, “Oggi, stare dalla parte dei rifugiati non è solo un atto di umanità, purtroppo è anche un atto di coraggio; è diventato scomodo stare dalla parte di coloro che non hanno scelto di lasciare il proprio Paese e che affrontano una pesantissima sfida, quella di ricominciare da zero in un ambiente nuovo, spesso diffidente e, nel peggiore dei casi, ostile. Vogliamo che la gente superi le paure e la diffidenza, incontri e conosca i loro nuovi vicini di casa, ne scopra i talenti e la generosità”
Creare una cultura della solidarietà, dell’accoglienza, correlata alla cultura della mondialità, è uno dei compiti affidati alla scuola, per costruire una globalità umanizzata ed umanizzante. In questa realtà le migrazioni cessano di essere una minaccia da fine del mondo per diventare l’inizio di un mondo nuovo, che guarda con particolare attenzione all’infanzia e ai giovani per costruire una società aperta.

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Buon lavoro, ministro Bussetti.

La scuola italiana ha un nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È il prof. Marco Bussetti, che nella sua carriera è stato insegnante, dirigente scolastico e funzionario pubblico in quanto responsabile dell’ambito X (MI) dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.
Confidiamo che proprio grazie alle esperienze vissute e maturate come uomo di scuola e dell’amministrazione saprà coniugare i due versanti ed essere interprete, nella funzione di governo, delle istanze e delle aspettative della scuola italiana, fornendo indicazioni programmatiche per benessere di una scuola che vuole essere all’altezza del mandato societario che le è costituzionalmente conferito e dei bisogni profondi degli alunni..
Nell’ottica della collaborazione che l’Associazione sempre assicura al MIUR, ci permettiamo di prospettare al neo ministro tre aspetti che ci sembra particolarmente necessario tenere presenti:
- la scuola è anzitutto, se non esclusivamente, per i bambini, ragazzi e giovani che la frequentano. Il resto, dalle giuste esigenze dei suoi professionisti agli aspetti organizzativi, viene dopo ed è in funzione della piena crescita culturale e umana degli alunni;
- il bisogno più pressante dell’istituzione scuola è recuperare il prestigio sociale, tornare ad essere stimata dal suo territorio. Per questo educazione e scuola vanno poste al centro dell’agenda politica;
- il sistema scolastico italiano non ha bisogno di un ennesimo “punto e a capo” bensì di un ascolto attento, continuo e costante, che sappia favorire la cultura della continuità, senza trascurare di correggere aspetti che alla prova dei fatti si sono rivelati non promettenti.
Nella consapevolezza che il compito del ministro dell’Istruzione non è mai semplice; ma in questo periodo è particolarmente complesso e delicato, l’AIMC di Basilicata formula auguri di buon lavoro.

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