2017 Novembre - Aimc Basilicata

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2017 Novembre

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Fermare la violenza sulle donne
Una questione di civiltà e di rispetto

Il 25 novembre è la giornata promossa dall’ONU per dire basta alla violenza sulle donne,
Una giornata per gridare tutti insieme basta a una violenza che, nonostante leggi sempre più severe introdotte anche nel nostro Paese sia contro i femminicidi sia contro stupri e stalking, continua a perpetuarsi con cifre allarmanti.
Un fenomeno che non conosce confini e ceti sociali, che riguarda anche i cosiddetti piani alti della società, come messo in luce dalle confessioni di attrici famose.
A combatterla non basta solo la giornata del 25 novembre, per quanto importante, con la Camera “in rosa” e l’invito a un’ora di silenzio sul web dalle 13 alle 14.
Serve un lavoro di prevenzione quotidiana.
Si tratta di iniziare già con i bambini, aiutandoli a conoscersi, a dare un nome alle proprie emozioni, a riconoscere ed accettare i punti di eccellenza e di fragilità propri e degli altri. Si tratta di coltivare il rispetto per sé e per l’altro; di preparare ad accettare un insuccesso, una sconfitta, un rifiuto, senza sentirsene sminuiti o minacciati; di non colpevolizzarsi se fatte oggetto di violenza, di non coprirla con l’alibi dell’amore perché si tratta di un amore malato, di non subire, ma reagire fin dai primi segni: parole, gesti, atteggiamenti tesi a sminuire l’autostima, ad isolare, a ferire nell’anima.
Tutti possiamo contribuire in maniera diversa: dallo sport alla comunicazione massmediale, dalla pubblicità ai centri di ascolto, dal non girare gli occhi dall’altra parte allo schierarsi senza se e senza ma dalla parte delle vittime. Cultura, educazione e scuola, però, sono in primo piano, perché si tratta di un problema anzitutto culturale, di mentalità da cambiare.
Ricordiamo le parole di Martin Luther King: “ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l’indifferenza dei buoni”.

 

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Prima Giornata mondiale dei poveri
Non si può restare indifferenti

Dolore, emarginazione, sopruso, violenza, torture, prigionia e guerra, privazione della libertà e della dignità, ignoranza e analfabetismo, emergenza sanitaria e mancanza di lavoro, tratta e schiavitù, esilio e miseria. L’elenco dei “mille volti” della povertà è al centro del Messaggio di Papa Francesco per la prima Giornata mondiale dei poveri, il 19 novembre 2017.
I poveri, ammonisce il Papa, non sono i semplici destinatari di una buona pratica di volontariato. Non si può restare indifferenti “alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società”.
Una nuova visione, quindi una nuova mentalità e perciò educazione e formazione, lo specifico dell’AIMC.
Lo diceva già don Milani: La povertà non si misura a pane, a casa, a caldo, ma sul grado di cultura e sulla funzione sociale. In momenti più vicini a noi Angelo Raffaele Dinardo ci ha detto: Il vero regalo che si fa alla povera gente è dare istruzione e sapere. Perché solo in questi doni c’è la vera dignità dell’uomo. Il resto è elemosina.
Antonietta D’Episcopo nella sua relazione al Congresso regionale ha aiutato a considerare l’attività dell’AIMC come espressione di carità, a vedere come l’impegno associativo si colloca nell’ambito delle opere di misericordia corporali e spirituali che ogni credente è invitato a realizzare. A noi approfondire e, soprattutto, realizzare.

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Inizia un nuovo quadriennio
Celebrato il Congresso regionale AIMC

Un ringraziamento per la testimonianza cristiana che rendono nella scuola, aiutandola ad educare i ragazzi “volendo il loro bene, servendo la loro libertà e la loro coscienza”. Con queste parole mons. Vincenzo Orofino, vescovo di Tursi-Lagonegro, si è rivolto ai rappresentanti lucani dell’AIMC riuniti nel Congresso regionale a Policoro il 5 novembre 2017.
A seguire la relazione sul tema congressuale da parte di Antonietta D’Episcopo, delegata del presidente nazionale, non nuova a interventi nel contesto associativo lucano e la relazione organizzativa da parte della presidente regionale uscente. In entrambi gli interventi spunti per approfondimenti successivi che sarà bene riprendere.
I momenti salienti della giornata sono ripercorsi in un articolo di Mario Coviello che ha avuto diffusione su numerosi siti e sulla stampa locale. 
Il Consiglio regionale eletto a termine dei lavori è decisamente in linea con il tema congressuale: degli undici componenti cinque sono riconfermati e sei nuovi, un mix tra memoria e futuro promettente per ben proseguire il cammino associativo.
Approvata all'unanimità la Mozione che viene inviata al Centro Nazionale per contribuire alla costruzione del Documento programmatico del XXI Congresso.
Confermata all’unanimità per il secondo mandato la presidente regionale Filomena Valicenti.
Con il congresso ha concluso il suo ufficio di Assistente ecclesiastico regionale mons. Rocco Natale, con noi da circa trent’anni. Subentra mons. Salvatore De Pizzo, che ha rivestito a lungo l’incarico di vicario episcopale per il laicato della Diocesi di Tursi-Lagonegro.
Nella photogallery momenti del congresso

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Congresso regionale 2017

Il Congresso regionale è tappa conclusiva del percorso di avvicinamento al Congresso Nazionale, occasione per fare il punto della situazione associativa e tracciare le linee progettuali per il prossimo quadriennio, nella prospettiva di una professionalità piena, responsabile, socialmente visibile e riconosciuta dei professionisti di scuola nel più ampio contesto del sistema scolastico e di istruzione e formazione. Occasione per riaffermare la propria identità ecclesiale ed il collegamento con la logica evangelica di laici impegnati nella professione in obbedienza alla loro vocazione battesimale.
 
 


CONGRESSO REGIONALE DI BASILICATA

AIMC, memoria e futuro
Periferie e frontiere dei saperi professionali

Policoro, 5 novembre 2017
Centro giovanile “padre Minozzi”

 
L’Associazione intende rispondere alle provocazioni ed alla complessità del tempo presente riproponendo ai propri soci una rinnovata ed alta tensione valoriale, evangelicamente connotata. Pur in mezzo a numerose difficoltà, ci pare questa la strada più promettente per continuare, in fedeltà al passato, la storia dell’Aimc, a vantaggio della scuola e del Paese.

 
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