2016 Giugno - Aimc Basilicata

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2016 Giugno

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Dal numero di aprile-giugno 2016 il Maestro solo on line

Una decisione sofferta, meditata a lungo, ma imposta dalle attuali condizioni economiche legate alla spending review.
Nella tradizionale presentazione di apertura della rivista “In questo numero” l’esplicitazione delle ragioni e l’invito della redazione ai responsabili associativi di accompagnare questo cambiamento.
“Cari soci e amici dell’AIMC, a partire da questo numero la pubblicazione de “il Maestro” avverrà in forma digitale e sarà possibile scaricarla dal sito nazionale www.aimc.it. …”

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4 giugno 2016
Giornata Internazionale per i bambini innocenti vittime di aggressioni

Nel 1982 l’Onu istituisce una giornata dedicata ai bambini, vittime innocenti di conflitti, catastrofi, violenze, con l’obiettivo di “riconoscere il dolore sofferto dai bambini in tutto il mondo, vittime di abusi fisici, psicologici ed emotivi”.
Dopo oltre 30 anni, dobbiamo purtroppo constatare che sono ancora enormi danni e sofferenze causate ai bambini attraverso varie forme, ad ogni livello sociale e in tutto il mondo, violando il più elementare rispetto dei diritti umani. Aumento del reclutamento dei bambini soldato e delle bambine oggetto sessuale delle milizia, carestie e altre catastrofi naturali, violenze di genere, schiavizzazione nel lavoro, pedofilia, turismo sessuale… sono solo alcuni dei crimini commessi quotidianamente nei confronti dei minori.
 
Nelle realtà più vicine a noi non ci sono fenomeni così eclatanti, ma non mancano comportamenti lesivi dei più elementari diritti dei minori nelle stesse famiglie e persino nelle comunità scolastiche, come pure non lasciano tranquilli i dati sul fenomeno del cyber bullismo o i fondati allarmi sul rischio, navigando in rete, di essere adescati da pedofili o da organizzazioni criminali di varia natura. Per non dire dell’atteggiamento di omertà che spesso si crea intorno agli atti di violenza.
L’AIMC di Basilicata invita insegnanti e genitori a utilizzare la ricorrenza del 4 giugno come occasione per porre l’attenzione sui diritti dei bambini e degli adolescenti, in particolare sui principi fondamentali che hanno ispirato la stesura della Convenzione internazionale approvata dall’ONU il 20 novembre 1989, e per condividere stili e azioni di accorta vigilanza, di tutela e di cura.

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Addio al padre della “rivoluzione cognitiva”
 
 
Il 5 giugno 2016, all'età di quasi 101 anni, è morto Jerome Bruner, uno dei più conosciuti psicologi americani del secolo scorso. Negli anni cinquanta condusse la cosiddetta rivoluzione cognitiva, che ha riportato in primo piano lo studio della mente umana, ritenuta inconoscibile dal comportamentismo.
Erede nello stesso tempo di psicologi come Piaget e Vigotskij e di psicoanalisti come Freud e Jung, ha visto il bambino come soggetto attivo, dinamico, in grado (e in diritto) di costruire liberamente la sua rete di relazioni sociali e il suo personale patrimonio culturale nell’interazione con l’ambiente sociale e professionale che lo circonda e lo aiuta a crescere, rispettandone però sempre i modi e i ritmi di apprendimento, ossia la sua libertà e la sua creatività.
Ha sostenuto l’interazione fra individuo e società riassumendola quasi in una formula linguistica: dall'Ego al We-go.
Le riflessioni sviluppate da Bruner dopo la Conferenza di Woods Hole sui processi di apprendimento e di insegnamento, sui contenuti dell’insegnamento e la struttura dei programmi scolastici, sui modi e gli strumenti dell’insegnamento, ebbero grande diffusione nel mondo ed hanno influenzato in modo sostanziale anche nel nostro Paese la revisione dei programmi di studio e dei metodi d’insegnamento con l’idea della struttura ciclico-spirale.
In Italia ha seguito da vicino, con visite annuali dal 1995 al 2008, il modello reggiano di scuola preelementare (nidi e scuole dell’infanzia gestiti dal Comune). Anche con il suo contribuito la scuola “Diana” del centro Malaguzzi è diventata una delle eccellenze educative a livello mondiale.
Gli siamo grati, in particolare, per aver sempre continuato ad usare il termine “cultura” quando si parla di psiche, anche esprimendo negli ultimi anni alcune riserve sull'avvicinamento tra psicologia e neurobiologia oggi tanto in voga.

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Approvato il piano regionale per il diritto allo studio 2015-16
 
Sul BUR del 1° giugno 2016 è stata pubblicata la delibera del Consiglio regionale n. 445 del 10 maggio u.s. di approvazione del Piano regionale per il diritto allo studio 2015-16.
Pur volendo sorvolare sui tempi (la proposta di Giunta è del novembre 2015!) e non entrando in considerazioni di merito, che pur ci sarebbero, l’AIMC di Basilicata non può esimersi dal sottolineare per l’ennesima volta che la Legge regionale di riferimento è ancora la n. 21 del lontano 1979. In quasi 40 anni nella scuola e nella società è cambiato quasi tutto. Basi pensare al DPR 275 sull’autonomia scolastica, alla scuola inclusiva, ai BES, alla necessità per i giovani di essere messi nella condizione di potersi confrontare con il resto dell’Europa. A quando una nuova legge regionale che ne tenga conto?
Nel frattempo le domande di accesso agli stanziamenti previsti dal Piano regionale 2015-16 possono essere presentate telematicamente. La scadenza è lunedì 11 luglio 2016.
Moduli per le istanze on line e guida alla compilazione dell’istanza telematica sono scaricabili dal sito della Regione:

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Se smontare vale più di costruire

I cittadini britannici hanno votato a favore della Brexit al referendum del 23 giugno: l’opzione leave (lasciare) ha vinto con il 51,9 per cento, contro il 48,1 per cento del remain (restare).
Un voto a macchia di leopardo, che fa del Regno Unito un regno disunito, mettendo in evidenza faglie profonde. Una per tutte: votanti anziani pro-Brexit, giovani contro.
Gli esperti faranno le loro analisi, ma a primo impatto ci sembra che il referendum sia diventato l’occasione per la “gente comune”, come la chiama Nigel Farage, di tirare fuori tutta l’insofferenza verso il governo e i suoi tagli alla spesa pubblica, verso le banche e la globalizzazione, ma soprattutto verso la temuta “invasione” degli immigrati.
Un voto dal quale emerge un fallimento complessivo: non aver saputo comunicare che la vera battaglia non è rendersi indipendenti dall’Unione Europea, ma piuttosto concorrere a riformarla nella direzione di una maggiore attenzione alla giustizia sociale.
Quanti, in altre nazioni europee, Italia compresa, plaudono a questa prima spallata per smantellare “un’Europa ingiusta e tecnocratica”, dovrebbero anche riflettere se la recrudescenza di posizioni nazionaliste e i molto probabili contraccolpi economici che seguiranno potranno davvero aiutare il continente a diventare un posto migliore. E’ questione di mentalità da costruire.
Anche noi, come scuola e come Associazione abbiamo il nostro da fare: le Indicazioni nazionali affermano esplicitamente che "la nostra scuola deve formare cittadini italiani che siano nello stesso tempo cittadini dell’Europa e del mondo" e Papa Francesco richiama con forza a costruire ponti, non muri.
 
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