2015 Giugno - Aimc Basilicata

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2015 Giugno

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Coltivare l’umano con passione
Una traccia di riflessione

Il fine profondo dell’istruzione sta nel sostenere le persone nel loro cammino verso l’autenticità e la valorizzazione di tutte le proprie dimensioni.
L’insegnamento non è il fine della vita scolastica, è uno ‘strumento’, che trova la sua ragione d’essere in altre finalità.
La scuola ha ragione d’essere se riesce a ‘coltivare’ l’umano.

 


Sulla base di queste convinzioni, Pierpaolo Triani, docente di Didattica Generale all’Università Cattolica, sede di Piacenza, prende in considerazione i cinque verbi proposti dalla Traccia per il Convegno ecclesiale di Firenze, articolando per ciascuno una serie di interrogativi dal punto di vista di un possibile stile per prendersi cura della persona.
Mettiamo l’articolo, apparso su Avvenire del 7 giugno 2015,  a disposizione delle sezioni e dei singoli soci AIMC come  traccia di riflessione e stimolo, condividendo con l’autore che  “possono rappresentare un interessante esercizio di riflessione anche per una scuola che voglia farsi sempre più umanizzante.”

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Responsabilità dell’ecologia integrale

Ascoltare “il grido della terra e il grido dei poveri” è l’ecologia integrale che Papa Francesco propone nei 246 paragrafi dell’enciclica Laudato si’.
Un'enciclica sull'ambiente, ma non un manifesto dell'ecologismo: l'intenzione  non è  esprimersi a favore della teoria della decrescita, ma denunciare il degrado in tutte le sue forme umane, ecologiche, sociali.
Un'enciclica sociale, ma non la proposta di un ordine politico, economico e sociale in qualche modo "alternativo" alla situazione esistente: l’attenzione si rivolge al problema di come l'ordine esistente allontana l'uomo dall'unico vero "ambiente" in cui diventa possibile incontrare in modo autentico l'altro, il povero e Dio, cioè l'ecosistema,  la “casa comune” di tutti (LS 1, 13).

I vari punti affrontati sono enunciati nel n. 15 (vedi allegato)

Contro la mentalità dell'accelerazione, della crescita infinita e dello sfruttamento della terra e degli uomini, Papa Francesco propone la prospettiva del bene comune a lungo termine, a cui tutti possono contribuire attraverso un cambiamento radicale di stile di vita a partire della realtà quotidiana, che consiste  sostanzialmente nel riscoprire l'autenticità di una vita più sobria che si libera dal dominio del consumismo e dello spreco.
L’AIMC ritrova il suo specifico carisma in particolare nel cap. 6 “Educazione e spiritualità ecologica”, dove si esorta a raccogliere la sfida di educare all’alleanza fra umanità e ambiente per creare una “cittadinanza ecologica”. Una buona educazione scolastica nell’infanzia e nell’adolescenza pone semi che possono produrre effetti lungo tutta la vita, facendo comprendere che vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana: l’amore, pieno di piccoli gesti di cura reciproca, è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore.

Scarica il testo dell’enciclica

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